7 febbraio 2011
Articolo scritto da tymba

L’arredamento vintage: un must alla portata di tutti

Molte sono le aziende che, cavalcando l’onda del successo che l’arredamento vintage sta riscuotendo, decidono di proporre vere e proprie riedizioni di vecchi prodotti o nuovi prodotti ispirati al passato.  Questo perché in effetti, il fenomeno della “vintage mania” sta spopolando un po’ ovunque, sia tra clienti per così dire d’élite, sia tra clienti più modesti ma certamente ben informati e dotati di buon gusto.

Arredare una casa in stile vintage, infatti, costituisce un fenomeno di tendenza collettiva al giorno d’oggi, perché sempre più sono le persone che avvertono l’esigenza di distinguersi dalla “massa” sfoggiando nella propria cucina una affascinante affettatrice Berkel o un mobile d’epoca. E poco importa se il prodotto vintage di cui si è diventati proprietari – grazie alla caccia ai mercatini o alle vendite di prodotti d’epoca via web – presenta segno di usura: come la parola stessa vintage ci suggerisce, tutto ciò che è usurato, consumato, in poche parole vecchio, possiede certamente un valore aggiunto perché è in grado di raccontare una storia.
Via libera, quindi, ad un arredamento in stile anni ’30, o ’50, un arredamento dove niente è lasciato al caso: la posizione dei pezzi d’epoca è studiata e ben definita, cosicché, ad esempio, un antico jukebox Wurlitzer trova la sua perfetta collocazione in un salotto ben arredato.
Vintage non significa cattivo gusto, anzi: chi si appassiona a questo mondo così variegato e certamente non limitato all’arredamento – per fare un esempio, il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ama indossare i Wayfarer, ovvero gli occhiali indossati dai Blues Brothers – dimostra anzi di apprezzare un tipo d’arredo caratterizzato da mobili unici, risultati dall’unione di elementi d’arredo risalenti agli anni 30, 40, 50, 60 e 70, e che rompono, grazie ad una loro particolarità di forme e colori, l’omogeneità e il senso di schematizzazione dato dalla moda contemporanea.

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