21 febbraio 2011
Articolo scritto da tymba

Ogni pietanza ha la sua pentola, ogni pentola la sua pietanza

“Il diavolo ha inventato le pentole…” dice il detto. Appunto, dice; ma non ha mai chiarito quali pentole abbia inventato, dal momento che inventare pentole sembra davvero richiedere un’inventiva fuori dal comune, quasi mefistofelica. Provate ad indovinare quanti tipi di pentole ci sono: tre, quattro? Questa è la risposta tipica di quello che potremmo chiamare l’utilizzatore finale, tipica figura del marito di casa che in cucina mette piede solo per svuotare il piatto, ed è vagamente a conoscenza dell’esistenza di alcune cose rotonde che misteriosamente contengono cibo commestibile.

Chi la cucina la conosce come le sue tasche sa riconoscere almeno dieci (se non più) tipi di pentole, differenti per materiali e caratteristiche, che le rendono specifiche per determinate preparazioni, e decisamente sconsigliate per altre.
Non ci credete? Cominciamo a vedere. Senza contare le pentole antiaderenti in teflon, molto conosciute e altrettanto diffuse ma recentemente bandite dai nostri fornelli in seguito ad alcuni studi che ne dimostrano la potenziale tossicità, abbiamo innanzitutto le classiche pentole in rame, ottimo conduttore e vero chef delle migliori polente delle nostre domeniche.
Pezzo immancabile in ogni batteria che si rispetti, è però piuttosto delicato e può presentare alcune controindicazioni: produce infatti un ossido di rame che deve essere periodicamente eliminato con un buon lavaggio, e sopra i 250 gradi il rivestimento in stagno che solitamente ricopre l’interno diventa facilmente scalfibile, provocando il rischio di contatto del cibo con il rame, decisamente da evitare.
Se alla tradizione preferite l’innovazione avrete senza dubbio in cucina una buona pentola di alluminio, anch’esso presenza necessaria nell’armamentario di ogni cuoco. La sua conduttività favorisce la cottura, ma richiede pietanze con presenza di liquidi, per evitare che i cibi si attacchino al fondo del tegame. Da evitare sono anche cibi troppo acidi o salati, perché potrebbero “sollecitare” il metallo a lasciare il contenitore per trasferirsi nel contenuto. Di sicuro successo, e garanzia di un’ottima cucina sono poi le pentole in acciaio inox, apprezzate per la loro durevolezza e per l’inossidabilità.
Se volete poi esagerare e concedervi il lusso di una cucina superiore, dovete provare le pentole realizzate interamente in pietra ollare: naturalmente antiaderenti, garantiscono cotture uniformi senza il rilascio di sostanze tossiche, e sono particolarmente indicate per cotture lente. Richiedono molta energia per scaldarsi, ma rilasciano il calore altrettanto lentamente, continuando quindi la cottura a anche a fiamma spenta.
Restano senza dubbio da citare ghisa, titanio, ferro e vetro (pyrex), ma la vera novità sono le innovative pentole con rivestimento interno ceramico, che andranno a sostituire le attuali in teflon. Atossiche e resistenti, garantiscono cottura uniforme e un lavaggio semplice anche in lavastoviglie. E con questo siamo a 10. Si potrebbero aggiungere al novero le varianti in rame e ceramica, acciaio al carbonio, silicone e acciaio smaltato. Se queste sono le pentole, figuriamoci se avesse fatto anche i coperchi!
Categoria: Casa, Cucina

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