31 marzo 2011
Articolo scritto da tymba

Il pesce in cucina

Cucinare non è certo così semplice come molti, erroneamente, credono: al di là del fatto che ognuno può scegliere se seguire o meno le più svariate ricette presenti sui libri, sui manuali di cucina o ancora sul variegato mondo del web, cucinare non significa solamente preparare un pasto, ma anche scegliere i giusti ingredienti e saperli assemblare in maniera adeguata.

La materia prima, infatti, è il punto di partenza per ogni cuoco: uno chef che si rispetti, infatti, non sceglierà mai del pesce che non sia fresco e controllato, per preparare una ricetta di pesce. E’ importante infatti, in questo caso, affidarsi a qualcuno che conosca bene il pesce e sappia riconoscerne la freschezza: detto questo, se non si è in grado di affidarsi ad un pescivendolo di fiducia, allora è bene seguire alcune regole, in maniera tale da non rischiare di prendere delle grosse fregature.
Innanzitutto, per capire se il pesce che ci stanno proponendo è di ottima qualità, basta davvero poco: il primo impatto, infatti, è dato dall’olfatto. Il pesce fresco deve avere un odore tenue e non troppo accentuato: il suo odore deve insomma ricordare il classico “profumo del mare”.

Inoltre, al tatto esso deve rimanere elastico e sodo: se, toccandolo, il suo corpo risulta rigido e mettendolo in verticale non si affloscia, questo è indice di freschezza.
Infine, il terzo senso che può aiutare per riconoscere la freschezza del pesce è la vista: un primo consiglio generale è quello di non acquistare mai un pesce privo di testa o di occhi, perché proprio gli occhi possono indurre a scoprirne la freschezza. Se il pesce presenta gli occhi vivi ed in fuori, con molta probabilità sarà fresco: inoltre, il colore deve essere luccicante e ricordare il metallo, le branchie devono presentare un colore rosso e devono essere umide.

Categoria: Cucina, Ricette

Commenti chiusi.