28 dicembre 2011
Articolo scritto da admin

Pizze italiane i sapori che uniscono l’Italia

Parlare di pizza italiana è riduttivo, perché la nostra penisola è attraversata da una cultura culinaria che ha creato numerose variazioni sul tema, alcune anche più antiche della versione classica. Alla Margherita napoletana ‘ca pummarol ‘ngoppe, dobbiamo aggiungere diverse varianti, influenzate dai diversi sapori che dal sud al nord, o viceversa, sono peculiari delle singole regioni.
La pizza napoletana è la più famosa, più imitata, anche più storpiata: il suo impasto, diversamente al luogo comune che ci gira intorno, non deve essere tutto alto (altrimenti diventa gommoso), ma deve avere uno spessore di uno o due centimetri per i bordi, e di 3 mm per la parte centrale. La sua origine viene fatta risalire alla prima metà del ‘700. Le due varianti classiche erano la Margherita (pomodoro, mozzarella, olio e basilico) e la Marinara (pomodoro, aglio, olio e origano).


Un’altra pizza molto diffusa e apprezzata, soprattutto nella Capitale è, appunto, quella romana. Il suo impasto è molto sottile e leggermente croccante (a volte l’olio d’oliva viene sostituito da quello di semi per esaltare la croccantezza), con i bordi bassi. Nata con il nome Napoli, la pizza romana era realizzata con pomodoro, alici e mozzarella, anche se alcune vecchie ricette menzionano anche il pepe, il basilico e il pecorino romano.
La pizza (o focaccia) pugliese è invece caratterizzata da bordi alti croccanti e una parte centrale spessa e soffice: il condimento classico è con olive baresi, pomodori ciliegini, origano, olio, mentre per l’impasto si usano anche le patate.
Spostandoci verso nord, più precisamente in Liguria, troviamo la pizza genovese, cotta in teglia, alta e morbida e viene guarnita con pomodoro, olive, cipolle e un formaggio molto liquido. Risale alla fine del ‘400 e inizialmente era chiamata Pizza d’Andrea, perché era particolarmente gradita all’ammiraglio Andrea Doria.
Anche l’estremo sud contribuisce alla ricchezza di varietà della pizza: la versione siciliana, infatti, presenta ulteriori peculiarità provinciali.
La più nota è lo sfincione di Palermo, guarnito con cipolla, acciughe, pomodoro, pangrattato e caciocavallo.
A Catania e provincia è invece nata la Scacciata, una pizza ripiena a base di caciocavallo, simile ai Piduni messinesi, che però hanno in più acciughe e indivia.
Sono famosi anche il Pizzolo siracusano, dal diametro di 20 cm e condito con salumi, carne, verdure e formaggi, e la Scaccia (simile alla Scacciata catanese) di Ragusa.

Categoria: Cucina, Ricette

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