23 dicembre 2015
Articolo scritto da admin

Le differenti rappresentazioni dell’automazione

Quella che oggi è la nuova frontiera dell’evoluzione tecnologica, l’automazione, è in realtà risalente a livello semantico al 1952. In questi anni furono John Diebold e Del Harder a scrivere di automazione, Diebold scrisse il primo dei suoi dodici libri basato su uno studio condotto durante gli anni all’Università di Harvard parlando di automazione, Harder invece,  utilizzò il termine “automazione” per riferirsi a una nuova concezione di movimentazione automatica nell’industria automobilistica. Per i primi tempi il termine di automazione fu utilizzato per indicare una tipologia meccanizzazione, nel tempo poi il termine portò con se un rapido successo e uno sviluppo nei settori dell’ingegneria meccanica, dell’ingegneria elettrica e dell’ingegneria del controllo dei processi lavorativi.

L’automazione può essere considerata come sviluppo tecnico, come tecnologia, come integrazione o come sistema socio tecnico. Nel primo caso l’automazione sarebbe caratterizzata da uno sviluppo della meccanizzazione unita a una serie di invenzioni, le sue componenti sarebbero quindi il cambiamento tecnologico, le invenzioni e la meccanizzazione. Considerata, invece, come tecnologia, l’automazione di Bright e Crossman si identifica con una particolare tecnologia che permette di sostituire, mediante il controllo automatico dei processi, funzioni che dovrebbero appartenere all’uomo. Secondo Drucker invece l’automazione sarebbe sinteticamente l’uso di macchine per guidare macchine, caratterizzata dall’incorporazione di lavoro indiretto nelle macchine e dall’incorporazione di capacità sensoria nelle macchine.

La concezione di automazione come integrazione considera questa una commistione tra diverse macchine nell’ambito di un unico sistema di controllo per cui l’automazione dovrebbe presumere una logica di sistema integrato, basato ma sull’intero processo di produzione, un diverso modo di concepire e di realizzare i processi di produzione caratterizzato da macchine, integrazione,  continuità della produzione e forme di controllo economico e gestionale. Secondo Naville, infine, l’automazione non sarebbe un concetto di natura tecnica, ma sarebbe una organizzazione avanzata, in contrasto con il concetto di automazione come tecnologia, piuttosto un’idea sintetizzata in un sistema tecnico, organizzativo e sociale di nuova organizzazione, flessibile e capace di controllo.

 


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